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Informazioni utili

 

 

Nuvolera





INFORMAZIONI GENERALI

Popolazione (dato Censimento 2001): 3.679 abitanti
Superficie: 13.2 kmq
Densità abitativa (per kmq): 278,9
Altitudine: m 153 s.l.m.
Distanza da Brescia: 14 km  
Prefisso telefonico:  030  
C.A.P. 25080  
ASL di Brescia: distretto Socio-Sanitario n° 3 - Brescia Est

LOCALITÀ
Campagna - Molvina

NUMERI UTILI
Municipio: piazza Soldo, 1 - tel. 0306897505  
Vigili urbani: piazza Soldo, 1 - tel. 0306898517


 

STORIA LOCALE – CULTURA - ETIMOLOGIA

Nel IX secolo si trova la forma ”Nuvellariae”, nell’XI ”Nubelaria”, nel XV ”Nibolaria” e nel XVII ”Nigolera”.
Due le ipotesi principali sull’origine del toponimo di Nuvolera: la prima lo farebbe risalire al latino ”novus” nel senso di Novità, ed andrebbe quindi ad indicare la novità apportata dalla bonifica dei Benedettini; per altri sarebbe invece di origine gallo-cenomane, formato da un prefisso derivante dalla stessa radice dell’inglese ”new” che significa nuovo e da ”era”, che indica uno spazio colonico.

Il territorio di Nuvolera fu sempre una grande selva ai piedi degli altipiani di Cariadeghe e di Serle, ma nonostante ciò fu abitato già dalla preistoria; in seguito vi si insediarono i Galli cenomani.
Vi sono stati anche ritrovamenti di tombe tardo-romane o altomedievali.
Ma la storia di Nuvolera comuncia da un convento, in quanto il paese fu di proprietà dei benedettini di monte Orsino che lo bonificarono; successivamente venne costruito un piccolo tempio, benchè la zona dipendesse dalla pieve di Nuvolento (questo fino al XV secolo).
Essendo un luogo dal territorio per lo più incolto, appartenne al demanio pubblico e fu in seguito assegnato dagli ultimi sovrani longobardi. Desiderio e Adelchi) al monastero di San Salvatore, divenuto poi , il quale fu presente a Nuvolera per tantissimo tempo.

La tradizione popolare narra infatti che in paese avesse soggiornato anche Ermengarda dopo il ripudio di Carlo Magno.
Gran parte della zona di Nuvolera passò poi sotto l’influenza del monastero di Serle.

Nell’inventario di San Salvatoredel 905-906 si ricorda un gineceo di Nuvolera dove si lavorava soprattutto la lana.
I Confalonieri si sarebbero qui stabiliti come vassalli del monastero; esiste ancora un edificio medievale popolarmente indicato come come residenza dei Valvassori.

Nel 1610 Giovanni Lezze, nel suo Catastico, contava a ”Nigolera” 800 abitanti.
L’economia, alla quale l’agricoltura dava contributi alterni, si basava anche sul legname tratto dai mille piò di bosco; ”oltre che sulle Calchere dove si cuociono delle calcine et sono di raggione del Commun parte et parte de altri particolari”.

ITINERARIO CULTURALE – CHIESE – PALAZZI

Nel 1423 fu fondata la Cappellania della Beata Maria Vergine delle Consolazioni, che fu il punto di partenza per la parrocchia.

A Nuvolera per prima cosa visitiamo la sua Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo.
Edificata su progetto di Gaspare Turbino tra il 1766 e il 1786 sui resti d’un precedente tempio, senz’altro esistente nell’anno della visita di San Carlo Borromeo (1580), la sua cupola venne affrescata da Pietro Scalvini tra il 1786 e il 1789 con la scena ”Martirio di San Lorenzo e, nei pennacchi, con gli Apostoli e i quattro Evangelisti.
Una pala di Francesco Giugno (1577-1621) sovrasta l’altare maggiore, mentre del , anno 1800, è l’affresco sopra la bussola.

Storia burrascosa ebbe la Cappella dell’Annunciata alle Camprelle, voluta dal nobile nel 1710, che vi pose, per l’altare, una splendida Madonna dell’Annunciata, opera di Francesco Cairo, allievo di Tiziano.
La cappella attraversò lunghi periodi di totale abbandono, sicchè la tela dovette essere ricoverata nella parrocchiale fino al 1895, allorchè venne restituita al piccolo tempio, restaurato, riconsacrato e riaperto al culto.

La Chiesa di San Rocco e la Madonna nera o Santa Maria di Loreto, ricostruita nel 1690 in semplicissime linee architettoniche, è conosciuta con questa dedicazione binominale per effetto delle ottenuti per intercessione delle due Sante Personalità.
Alle campane la gente di Nuvolera, attribuisce capacità meteorologiche: il vento ne farebbe variare l’intensità di suono, dando indicazioni su cambiamenti di tempo.
Semplice, si, ma ricca di opere di ottima fattura, come la tela seicentesca che mostra la Madonna di Loreto attorniata dagli angeli, posta sopra l’elegantissimo altare il cui paliotto riproduce, a mezzo d’intarsi marmorei policromi, la Sacra Casa e Maria col Bambino portata in volo dagli angeli.
D’un certo interesse è una serie di piccoli quadri, probabilmente ritagliati da un’unica pala del ‘600, che descrivono i Misteri del Rosario.
Nella sacrestia (fondamentale buttare sempre un occhio in sacrestia!) sono custoditi due gradevoli dipinti ex voto: il primo rappresenta il Miracolo della Salvazione del bestiame (epidemia del 1747) e il secondo uno scontro tra soldati francesi e austriaci.

Lungo la strada 45 bis si trovano belle sculture dei papi Giovanni XXIII e Paolo VI ricavate dagli alberi.

Bastia, in via Camprelle 1, resto di una torre d’avvistamento o difesa. Accanto, una chiesetta con affreschi che risalgono forse al Medioevo.

Casa di Ermengarda, in via Camprelle 8. Ermengarda, come Manzoni chiamò la figlia dell’ultimo re longobardo, , sarebbe venuta qui a Nuvolera, a piangere il ripudio da parte del consorte Carlo Magno.
E’ un edificio ridotto a cascina, con elementi architettonici del ‘400-‘500.

Palazzo Feroldi, oggi Franzini, del ‘500 con aggiunte dei secoli seguenti. Notevole lo scalone a due rampe con balaustra marmorea.

Villa Trobiolo Sauda, del ‘700, con pianta a L e un oratorio del 1710 dedicato a Santa Maria Annunziata, al cui altare è un dipinto attribuito a Ferdinando Cairo.

Villa Ferrata Copetta, edificata nel ‘600 e ‘700 in località Patuzza. Nella galleria decorazioni seicentesche.
Al soffitto, paesaggi e composizioni floreali dipinti su tavolette di legno.

 

 
 

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